Scrittore e pittore, ha scritto 400 favole e i sei romanzi favolistici-fiabeschi su temi socio-politici. Erede della tradizione della favola antica di Esopo e di Fedro, la rinnova, arricchendola con il suo stile raffinato e assolutamente personale. Sabatino inizia la carriera di pittore e scultore quasi parallelamente a quella letteraria. Attualmente, ha dipinto 450 tele e numerose sculture in ceramica. Le sue opere sono legate dallo stesso spirito ed estetica. I racconti favolistici di Scia sono la chiave di lettura dell’arte figurativa e plastica: sensibile ai problemi della società, affronta argomenti legati alla sfera più intima dell’uomo, a quella del mondo quotidiano e appartenenti alla memoria storica.
L’opera favolistica di Scia, definita anche “favole di protesta occidentale”, è rivolta a un pubblico adulto e giovane. Più volte i suoi scritti sono stati scelti tra testi consigliati nei licei e in alcune università italiane.
Nel 1996 seguono le prime pubblicazioni, tra cui Favoleggiando, quarantanove favole senza età , con prefazione di Dacia Maraini.
Ha pubblicato con la scrittrice Maria Orsini Natale a quattro mani il libro Favole a due voci e il romanzo La favola del cavallo , quest’ultimo tradotto e pubblicato anche in lingua francese da Rocher Editore. Dagli intensi rapporti letterari con Alda Merini nascono i tre libri: Alda e Io , Favoleggiamo (Mursia Editore) e, nel 2018, L’altra faccia della luce. Favole inquiete: dialogo tra Sabatino Scia e Alda Merini , Europa Edizioni, nei quali la poetessa commenta in prosa i testi favolistici di Scia. Il libro Alda e Io è vincitore del Premio Elsa Morante Ragazzi nel 2007. Nel 2012 intraprende il progetto “Sangue per l’Arte” con sculture in terracotta e dipinti olio su tela. Dal 2017 a oggi, 21 opere su tela sono entrate a far parte della collezione permanente del National Museum “Memorial to Holodomor victims” di Kiev tra cui: Genocidio ucraino, Holodomor (olio su tela 170x100), Holodomor Sovchoz : fattorie collettivizzate (olio su tela 40x70), Anime erranti studio (olio su tela 50x60), Disperazione di alberi violentati, campagna in fiamme (olio su tela 60x80), Rivoluzione: il contadino ricco e il toro (olio su tela 70x40). Nel 2020, altri sedici lavori su tela, delle cinquanta che comprendono il progetto “Never Forget”, faranno parte della collezione permanente del nuovo Museo Memorial to Holodomor victims di Kiev. Hanno recensito con entusiasmo le sue opere: Mario Luzi, Aldo Masullo, Alda merini, Dacia Maraini.


Nato dal progetto letterario, il cui scopo è quello di promuovere la pace tra gli individui, incriminando tutte le forme di tirannia e il vizio dell'uomo che alimenta la corruzione delle società e la schiavitù delle classi deboli. In questa prospettiva, la Favola diventa uno strumento per la diffusione dei principi dell'amore tra gli esseri, facendo del bosco il teatro comune degli eventi umani. Eventi che tracciano i molteplici aspetti del singolo umano e come parte di una comunità.

La Favola di Sabatino Scia prende vita anche nella pittura; è una favola politica, una favola sulla famiglia, una favola portavoce di un'antica saggezza, che non vuole nient'altro che dare testimonianza, e per usare le parole dello scrittore:  « una favola per non dimenticare » .
  • olio su tela 120 x 80
  • 100 x 80
Holodomor Never Forget.pdf

“Never forget” recita il titolo del progetto di Sabatino Scia, una pagina di storia scritta con pennelli e colori, vivida come una ferita ancora aperta.

Il 18 settembre 2018, cinque opere di Sabatino Scia sono entrate a far parte della collezione permanente del Museo a Kyiv. Oggi, altre 16 opere, delle 50 totali che compongono l’intero progetto, sono state spedite al Museo.