Genocidio ucraino, Holodomor
Olio su tela 170x100

Il dipinto racconta le fasi della repressione attuata da Stalin negli anni che portarono alla carestia degli anni 1932-33.
Partendo dall'alto: l'impiccagione dei contadini per bloccare l'antirepressione ucraina. A seguire, fattorie collettivizzate nelle quali sono raffigurate il sequestro di animali. La morte indotta per fame e chiaramente esposta nella parte mediana del dipinto; anime vaganti e teschi si accalcano come per chiedere udienza. Infine, nella parte bassa, è dipinta la memoria della parola e dei libri che impone d'essere ripetutamente ascoltata.

I toni dei colori utilizzati, le figure dalle sembianze stilizzate, dalle linee semplici e tendenzialmente monocrome, danno falsamente l'impressione di inscenare un paesaggio familiarmente sereno.

La luminosità degli impasti di colori stona con la drammaticità dei fatti raffigurati, come per esorcizzare gli eventi accaduti. Nasce dunque il paradosso: l'occhio dello spettatore può mirare avulso dal fastidio di tanto dolore, comprendendo la crudeltà dei fatti storici senza patirne direttamente le sofferenze dell'animo.


Holodomor Sovhoz: fattorie collettivizzate
Olio su tela 40x70

Con l'attuazione della collettivizzazione integrale dell'agricoltura e il divieto al libero scambio e mercato, il partito Comunista dell' Unione Sovietica vietò il possesso di beni legati all'agricoltura e all'allevamento. Il regime definì i contadini ucraini kulaki "classe sociale privilegiata". Con tale appellativo si definiva in realtà chiunque possedesse almeno due o tre mucche; era concesso avere animali da cortile solo mediante pagamento. Le squadre di militanti comunisti, arrivati nei centri agricoli, avevano le autorità di sequestrare generi alimentari e animali in genere. In molti casi, l'opposizione reagì con l'abbattimento del bestiame e dei cavalli, piuttosto che vederli collettivizzati.

Rivoluzione: il contadino ricco e il toro
Olio su tela 70x40

Impiccagione di kulak e toro: L'Ucraina aveva una lunga tradizione di fattorie possedute individualmente dai cosi detti kulaki che costituivano la componente più indipendente del tessuto sociale ed economico locale. Sotto dittatura staliniana, sulla popolazione contadina ucraina si concentrò l'azione coercitiva dello stato sovietico, con la detrazione della terra e tutti i beni a essa legati. I contadini, compresi i kulaki, si opposero fermamente alla collettivizzazione, occultando le derrate alimentari, macellando il bestiame, e ricorrendo anche alle armi.Stalin reagi ordinando eliminazioni di massa nei campi di lavoro forzato.

Disperazione di alberi violentati - Campagne in fiamme
Olio su tela 60x80

Il sequestro dei beni di prima necessità e lo sfruttamento sconsiderato delle campagne da parte del regime portò ad un impoverimento generale della popolazione ucraina e a un sempre maggiore depauperamento dei campi agricoli. La popolazione locale reagì con una ferma opposizione alle richieste del potere staliniano. L'occultamento delle risorse principali corrispose all'eliminazione diretta delle materie e alla distruzione delle fonti naturali primarie. Campagne e terre furono devastate dalla mostruosa violenza della forza dell'oppressione totalitaria e dalla risposta antirepressiva di liberazione.

Molti i luoghi nascosti dove riposano i combattenti ucraini. Ricordiamo il cimitero di Targan: oltre 400 vittime bruciate vive. In questo dipinto è esposta metaforicamente questo ricordo: alberi- vite umane- vivono lo stesso destino sotto le direttive del dittatore.


Anime erranti

Olio su tela 50x60

Anime dei morti del genocidio.
Frequentemente, le brigate sovietiche effettuavano incursioni nelle fattorie per portar via il grano raccolto, senza tener conto del fatto che ai contadini rimanesse cibo sufficiente per nutrirsi e senza accertarsi che conservassero sementi per la semina successiva. Tra l`autunno 1932 e la primavera 1933 sei milioni di contadini nell'Unione Sovietica furono condannati a morire di fame. Tale silenzioso massacro e`stato eguagliato al genocidio ebreo.
Quasi ignorato dagli storici fino al 1986, quando l`inglese Robert Conquest, anch'egli anima errante, riuscì finalmente a dare alle stampe il suo epocale Harvest of sorrow (Raccolto di dolore). Conquest è stato il primo storico occidentale a svelare nel dettaglio il dramma della carestia orchestrata da Stalin e a definirla un atto di genocidio. Nel dipinto, in alto a destra, appare Stalin con sembianze demoniache, anch'egli è un'anima errante per aver arrecato tanto male all'umanità!




« Quando lessi per la prima volta storie sull’Holodomor capii immediatamente che dovevo dare il mio contributo»

Sabatino Scia

18.09.2018, Kiev- Presentazione delle opere di Sabatino Scia

«Genocidio degli ucraini, Holodomor»

 Museo «Memorial to Holodomor victims»