HOLODOMOR

Ukraine genocide 1932-1933

NEVER FORGET

Progetto a cura di Rosi Fontana

Sabatino Scia ha dedicato gli ultimi anni del suo lavoro di ricerca all’Holodomor, il genocidio ucraino che ha provocato negli anni ’32 e ’33 del secolo scorso la morte di 10 milioni di ucraini.

L’Holodomor, una delle pagine più crudeli tra quelle che le politiche dittatoriali del Novecento hanno prodotto è stata per lungo tempo dimenticata, ma anche deliberatamente nascosta e negata.

Intere città e aree rurali furono azzerate dalla politica requisitoria di Stalin volta a piegare alla volontà di Mosca tutti coloro che si opponevano alla legge sulla collettivizzazione. Un popolo intero fu deliberatamente lasciato a morire d’inedia nella più totale disperazione. L’atroce esecuzione collettiva perpetrata con la “morte per fame”, la carestia imposta, fu un vero e proprio genocidio.

Stalin contro gli ucraini pose in essere fin dal 1917, ai tempi dell’effimera Repubblica popolare ucraina, metodi repressivi contro la classe politica e intellettuale del Paese, che continuò ben oltre gli anni dell'Holodomor. Chiunque avesse condotto una carriera letteraria o artistica indipendente incorreva in sanzioni penali, poteva essere mandato in campi di lavoro e giustiziato. Secondo Raphael Lemkin, il giurista ebreo polacco che creò il termine “genocidio”, l'Ucraina dell’epoca è un “classico esempio” di questo concetto: “fu un caso di genocidio, di distruzione non solo di individui, ma di una cultura e di una nazione”.
Finché l’URSS è esistita non è stato possibile scrivere la storia del genocidio degli ucraini, il governo di Mosca ha posto in essere ogni attività per negare e cancellare lo sterminio, alterando documenti e distruggendo gli archivi.

Quello di Stalin fu un disegno politico agghiacciante: la requisizione di tutto il grano prodotto e di tutti i generi alimentari, compresi gli animali. Nulla fu lasciato affinché le persone potessero nutrirsi. Uomini, donne, bambini, anziani, intere famiglie, furono gettati nel baratro dell’inedia.
Così le testimonianze raccontano dei cadaveri per strada, che nessuno aveva la forza di seppellire; delle sepolture che dovevano essere sorvegliate per evitare episodi di cannibalismo; dei bambini gonfi e scheletrici per la denutrizione; delle famiglie costrette all'esilio e che vivevano di erba e ghiande; della requisizione di ogni bene; di case, coltivazioni e animali bruciati; di lunghe file di affamati per le strade; di scene disumane per le strade di Charkiv, dove si confondevano i vivi e i morti e crescevano continuamente fosse comuni; della deportazione nei gulag di chiunque tentasse di testimoniare lo sterminio in corso.

L'Holodomor deve essere riconosciuto come genocidio in tutti gli stati del mondo!
Sabatino Scia, ha deciso di tradurre in arte ciò che si conosce dell'Holodomor. Per quanto attraversate da colori brillanti e vivaci, le opere che compongono il progetto di Sabatino Scia “Holodomor.

Ukraine genocide 1932-1933. Never Forget” raccontano con estrema incisività l’angoscia, il dolore e la morte vissuti dal popolo ucraino.

Sabatino Scia sceglie per le sue opere un linguaggio figurativo semplice, quasi naif. Sulla tela trovano posto colori simbolici: il rosso del sacrificio, del sangue, del tormento; il verde a rappresentare una terra ricca e prosperosa, conosciuta come il granaio d’Europa ma che, a causa della follia di Stalin, affama i suoi figli; l’oro dei campi di grano che si contrappone alla desolazione della terra che ora è spoglia, nera, bruciata; il marrone contrapposto ai rossi del fuoco e delle fiamme che trasformano gli alberi in nudi spettri; e poi quei viola, fucsia, azzurri, blu, rosa, che generano un’immagine inusuale, perfino straniante, ma che racconta il dramma attraverso una visione cromatica quasi violenta, certamente irreale. Questo acceso cromatismo che Sabatino Scia regala all'osservatore vuole sottolineare quelle infinite e crude stratificazioni del dramma nascosto, ma è anche un omaggio a chi è stato sacrificato sull'altare dell'Holodomor. 

Attraverso le forme, le figure e i simboli, Sabatino Scia imprime sulla tela un linguaggio esplicativo impattante e simbolico: corpi scheletrici, volti trasformati in maschere di morte, bocche aperte alla disperazione e alla fame che ricordano “L’urlo” di Edward Munch e riconducono al vissuto delle vittime dell'Holodomor, alienate dalla privazione. E poi mucche rosse con la palla al piede, ostaggio di una folle politica; mucche e animali verdi divenuti spettri di una terra simbolo di ricchezza e prosperità obbligata alla miseria; serpenti rossi come demoni, e come demoni senza alcuna pietà e simboli stessi del tradimento.

Sabatino Scia introduce, inoltre, nei suoi dipinti, immagini elaborate quali il Cristo verde, simbolo delle campagne violate e ai cui piedi della croce gemono i contadini affamati, propone anche una nuova visione della bambina con le spighe di grano simbolo del Museo Memorial dell'Holodomor di Kyiv, che Sabatino Scia immagina nell'angoscia della fame e circondata dal demone di Stalin.

Il pittore e lo scrittore sono un tutt'uno in questo progetto dedicato all'Holodomor. Il nucleo di opere di cui è composto si traduce idealmente in altrettanti capitoli di questa storia, capitoli che dipanano il racconto per immagini, e che vogliono sopperire anche alla mancanza di espressione visiva sul tema dovuta, anche questa, ad una politica proibizionista e negazionista.
E’ il tempo di conoscere, il tempo di guardare, osservare, sapere, ed è soprattutto il tempo per non dimenticare. “Never forget” recita il titolo del progetto di Sabatino Scia, una pagina di storia scritta con pennelli e colori, vivida come una ferita ancora aperta.

Il 18 settembre 2018, cinque opere di Sabatino Scia sono entrate a far parte della collezione permanente del Museo a Kyiv. Oggi, altre 15 opere, delle 50 totali che compongono l’intero progetto, sono pronte per essere spedite al Museo.

Il progetto di Sabatino Scia, che predilige le immagini alle parole, vuole essere uno stimolo importante alla conoscenza del genocidio ucraino. Le opere che compongono questo “libro per immagini” nascono già come atto donativo, come gesto risarcitorio e generoso ad un popolo che ha vissuto un grande dramma e che, ancora oggi, fatica a far riconoscere. Di questo orribile sterminio la storia è ormai scritta ma non è conosciuta e non è nella coscienza dei molti. Così, lavorare nella direzione di smuovere le coscienze e fissare attraverso le immagini il dolore degli ucraini è il contributo che “Holodomor. Ukraine genocide 1932-1933. Never Forget” vuole dare.
"Mi auguro che negli anni a venire molti altri scrittori e artisti raccontino l’Holodomor. Aggiungere al lavoro degli storici e dei saggisti le visioni e le emozioni che un artista può ricreare su un tema così delicato e sensibile contribuirebbe a rendere giustizia ai dieci milioni di innocenti che soffrirono e morirono per la volontà di un folle. Non soltanto gli ucraini debbono ricordare e premere affinché pagine di storia come queste non si ripetano mai più, ma ogni essere umano, in qualsiasi parte del mondo deve conoscere questa storia. Tutti noi dobbiamo essere consapevoli del fatto che questo è stato un genocidio, per questa ragione non dobbiamo mai dimenticare ciò che è accaduto". Questo dichiara Sabatino Scia.