Mostre ed eventi
Rassegna stampa Stampa ↓2025 · 11 settembre · Kyiv, Museo Nazionale dell’Holodomor-Genocidio
Visita del direttore dell’Istituto Italiano di Cultura in Ucraina
Il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura in Ucraina, Carlo Colonnella, visita il museo e la collezione «Genocidio degli ucraini»: ventuno opere di Sabatino Scia.
2025 · Kyiv, Museo Nazionale dell’Holodomor-Genocidio
Le opere di «Never Forget» nella collezione digitale del museo
Nell’ambito del progetto «History Preserved in Digital Format», sostenuto dall’Unione Europea con il programma House of Europe, il museo digitalizza i dipinti della serie «Genocidio degli ucraini».
2021 · 18 maggio – 6 giugno · Kyiv, Museo Nazionale dell’Holodomor-Genocidio
«Never Forget» — mostra delle sedici opere
Le opere presentate nel 2019 entrano nella collezione permanente del museo e sono esposte nella Sala della Memoria, accanto a oggetti della vita quotidiana ucraina degli anni Trenta. A causa della pandemia, Sabatino Scia partecipa all’inaugurazione in collegamento online. Intervengono la direttrice generale del museo Olesia Stasiuk e il Console Generale d’Ucraina a Napoli Maksym Kovalenko, che ha sostenuto la donazione; modera la curatrice della mostra Iryna Kurhanska.
2019 · novembre
«Holodomor. Ukraine genocide 1932-1933. Never Forget»
Per l’86° anniversario dell’Holodomor, nell’ambito delle iniziative dell’Ambasciata d’Ucraina in Italia, Sabatino Scia presenta sedici nuove opere destinate al museo di Kyiv. Catalogo a cura di Rosi Fontana, con la prefazione dell’Ambasciatore d’Ucraina in Italia Yevhen Perelygin.
2018 · 22–23 novembre · Roma, Galleria Angelica
Riflessione sull’Holodomor — 85° anniversario del genocidio ucraino
Organizzato dall’Ambasciata d’Ucraina in Italia. Il 22 novembre, al Cinema Farnese, la proiezione del film «Raccolto amaro»; il 23 novembre, nel Salone del Vanvitelli, la conferenza con Ettore Cinnella, Federigo Argentieri, Giovanni Sasso, Giuseppina Palazzo e Maurizio Caprara. Nella Galleria Angelica le opere di Sabatino Scia, a cura di Rosi Fontana.
Opere esposte
Nella più totale disperazione i contadini, quando tutto era perduto, bruciavano i boschi come gesto estremo di ribellione.
Dal catalogo «Never Forget», 2019È il giardino dei libri proibiti, delle denunce, racconta come dell’Holodomor sono stati trovati pochi scritti, perché la maggior parte sono stati fatti sparire.
Dal catalogo «Never Forget», 2019Le mucche di Sabatino Scia sono emblematiche: sono mucche rosse di regime con la palla al piede. L’elemento simbolico, catena e palla decretano la prigionia di un animale che nella norma vive libero, racconta del sacrificio che ricadde anche sugli animali e utilizza questa metafora per ricordarci altresì della privazione della libertà di vivere degli uomini. Sono rosse queste mucche, come il simbolo del comunismo e, al contempo, del sacrificio.
Dal catalogo «Never Forget», 2019La natura si ribella, l’opera racconta l’episodio della sepoltura di un giovane. Si narra che le famiglie erano costrette a vegliare le sepolture per giorni affinché i morti non venissero disseppelliti causando fenomeni di cannibalismo.
Dal catalogo «Never Forget», 2019Dipinto con la figlia Diana, l’opera racconta di Kaganovic, un ucraino traditore, e dei treni che portavano i Kulaki in Siberia a morire di congelamento.
Dal catalogo «Never Forget», 2019Misure in cm, altezza × base
2018 · 5 ottobre · Milano, Casa delle Arti – Spazio Alda Merini
Presentazione del libro «L’altra faccia della luce»
«L’altra faccia della luce. Favole inquiete. Dialogo tra Sabatino Scia e Alda Merini» (Europa Edizioni, 2018). Intervengono Arnoldo Mosca Mondadori, Andrea G. Pinketts e Francesco D’Episcopo.
Video della presentazione · 4:39
Video della presentazione · 3:18
2018 · 18 settembre · Kyiv, Museo Nazionale dell’Holodomor-Genocidio
«Genocidio degli ucraini» — i primi cinque dipinti entrano nella collezione del museo
Alla presenza della direttrice del museo Olesia Stasiuk, del Ministro della Cultura dell’Ucraina Yevhen Nyshchuk e dell’Ambasciatore d’Italia in Ucraina Davide La Cecilia. È la prima visita dell’artista in Ucraina. La mostra resta aperta fino al 31 ottobre 2018.
Opere esposte
Il dipinto rappresenta le fasi della repressione attuata da Stalin che portò alla carestia negli anni 1932-33.
Partendo dall’alto: l’impiccagione dei contadini che lottarono contro la repressione del popolo ucraino. A seguire, fattorie collettivizzate in cui è raffigurato il sequestro di animali. La morte indotta per fame è chiaramente esposta nella parte mediana del dipinto; anime erranti e teschi si accalcano come per chiedere udienza. Infine, nella parte bassa, è dipinta «la memoria della parola» e dei libri che impone d’essere ripetutamente ascoltata.
I toni dei colori utilizzati, le figure dalle sembianze stilizzate, dalle linee semplici e tendenzialmente monocrome, danno falsamente l’impressione di inscenare un paesaggio familiarmente sereno.
La luminosità degli impasti di colori stona con la drammaticità dei fatti raffigurati, come per esorcizzare gli eventi accaduti. Nasce dunque il paradosso: l’occhio dello spettatore può mirare avulso dal fastidio di tanto dolore, comprendendo la crudeltà dei fatti storici senza patirne direttamente le sofferenze dell’animo.
Con l’attuazione della collettivizzazione integrale dell’agricoltura e il divieto del libero scambio e del mercato, il Partito Comunista dell’Unione Sovietica proibì il possesso di beni legati all’agricoltura e all’allevamento. I contadini ucraini kulaki vennero definiti “classe sociale privilegiata”, termine che in realtà si riferiva a chiunque possedesse almeno due o tre mucche. Era concesso avere animali da cortile solo mediante pagamento. Le squadre di militanti comunisti, che giungevano nei centri agricoli, avevano il potere di sequestrare generi alimentari e animali in genere. In molti casi, l’opposizione reagiva abbattendo il bestiame e i cavalli, piuttosto che vedere la collettivizzazione.
L’Ucraina aveva una lunga tradizione di fattorie possedute individualmente dai cosiddetti kulaki, che costituivano la componente più indipendente del tessuto sociale ed economico locale. Durante la dittatura staliniana, la popolazione contadina ucraina fu oggetto di azioni coercitive da parte dello Stato sovietico, che confiscò la terra e tutti i beni ad essa collegati. I contadini, compresi i kulaki, si opposero fortemente alla collettivizzazione nascondendo i prodotti alimentari, macellando il bestiame e persino usando le armi. In risposta, Stalin ordinò l’eliminazione di massa dei contadini, inviandoli ai campi di lavoro forzato.
La confisca dei beni di prima necessità e l’irrazionale sfruttamento delle campagne da parte del regime hanno portato alla riduzione della popolazione totale dell’Ucraina e all’impoverimento sempre maggiore dei campi agricoli. La popolazione locale ha reagito con ferma opposizione alle richieste del potere stalinista. La nascosta sottrazione delle risorse corrispondeva all’effettiva distruzione delle materie prime e alla devastazione delle fonti primarie della natura. Le campagne e i territori sono stati devastati dalla mostruosa violenza del potere totalitario di oppressione e dalla risposta anti-repressiva alla liberazione. Molti luoghi nascosti dove riposano i combattenti ucraini. Ricordiamo il cimitero dei tafani: oltre 400 vittime sono state bruciate vive. In questa rappresentazione metaforica, gli alberi-vita subiscono la stessa sorte sotto la guida del dittatore.
Spesso, le brigate sovietiche compivano incursioni nelle fattorie per confiscare il raccolto, senza preoccuparsi di lasciare cibo sufficiente ai contadini per la loro sopravvivenza o di assicurarsi che conservassero le sementi per la semina successiva. Tra l’autunno del 1932 e la primavera del 1933, nell’Ucraina sovietica morirono di fame almeno quattro milioni di persone.
Fino al 1986, questo episodio storico era stato largamente ignorato dagli storici, fino a quando lo storico inglese Robert Conquest non riuscì finalmente a pubblicare il suo epocale libro “Harvest of Sorrow” (Raccolto di dolore). Conquest fu il primo storico occidentale a svelare nel dettaglio il dramma della carestia orchestrata da Stalin e a definirla come un atto di genocidio.
Misure in cm, altezza × base
2017 · 3 novembre · Napoli, Consolato Generale d’Ucraina
Cinque dipinti per la memoria: il dono al Museo Nazionale dell’Holodomor-Genocidio
Al Consolato Generale d’Ucraina a Napoli si tiene un incontro con Sabatino Scia, che dona cinque dipinti sull’Holodomor al Museo Nazionale dell’Holodomor-Genocidio di Kyiv. I dipinti entrano nella collezione del museo il 18 settembre 2018. Secondo il Consolato, è la prima volta che un artista contemporaneo italiano dedica le proprie opere a questo tema.
2017 · 17 gennaio · Napoli, Consolato Generale d’Ucraina
Prima presentazione delle opere sull’Holodomor
Al Consolato Generale d’Ucraina a Napoli, nell’ambito di una conferenza scientifica con uno dei principali studiosi italiani dell’Holodomor, Sabatino Scia presenta per la prima volta le sue opere su questo tema: personaggi delle favole che, in forma allegorica, rappresentano il regime staliniano e le sue vittime.
2012 · Ischia
Il progetto «Sangue per l’Arte»
Il progetto è dedicato ad artisti, a uomini e donne che, in epoche di dispotismo politico, hanno sacrificato la vita per difendere la libertà di espressione. Sabatino Scia invita a riflettere sull’indifferenza delle società democratiche, in un mondo dominato dall’incultura e dal benessere.
Il manifesto del progetto
Il progetto Sangue per l’Arte, avviato nel 2012, si compone di sculture in terracotta e dipinti ad olio su tela dedicati ad artisti e uomini e donne illuminati che hanno sacrificato la propria vita per difendere la libertà di espressione in periodi di despotismo politico. L’obiettivo del progetto è quello di suscitare una riflessione sulle società democratiche che soffrono del vizio dell’indifferenza in un mondo dominato dall’incultura e dal benessere.
L’Arte non chiede nulla, tranne Arte stessa! L’Arte è vita e l’Arte è sangue, e sono molti gli artisti che versano il proprio sangue per essa.
Il mondo è adornato dalla magnificenza dell’Arte che ricompensa tutti, anche coloro che fanno finta di non volerla accettare. Ma non dimentichiamo che in ogni regalo c’è il sangue degli artisti, fatto di sofferenze, umiliazioni e fatica.
Molti si chiedono perché un artista debba patire per creare Arte. Ma perché no? Perché ogni giorno gli artisti si dissanguano con affetto e felicità, ma anche con castighi e umiliazioni. Chiunque derida la loro merce e odia il proprio vicino, dimostra solo la propria ignoranza e il proprio egoismo.
L’ospite della sapienza dell’Arte si illumina davanti allo splendore e ripaga il sacrificio dell’artista. Questo rinnova il sangue consumato e lo fa prendere vita, offrendo il miglior premio per l’artista: il riconoscimento.
Tuttavia, troppe sono le menti geniali morte disperatamente nell’incomprensione e nella povertà assoluta causata dall’emarginazione. Mozart, Salgari, Van Gogh, Gauguin, Bartòk… uno solo è troppo. Questi sono i peggiori matti, per i quali non c’è cura e ogni medicina è necrotizzante.
Non esiste rimedio per chi vive di arte: nemmeno la previsione della più terribile sciagura può distogliere l’artista dal proprio lavoro. Tuttavia, sarebbe ingenuo sperare di ottenere la gratitudine dell’uomo comune o dell’arte stessa. L’uomo comune spesso non comprende l’arte, mentre l’arte non può ringraziare nessuno per il proprio esistere.
La gratitudine potrebbe arrivare in futuro, ma la morte non costituisce un ostacolo per la mercificazione dell’arte. In occasione del funerale, la bancarella dei souvenir dell’artista è già allestita, garantendo guadagni per i commercianti.
Non importa in quale modo l’arte esista, purché sia presente nel mondo. Le sue opere eternamente desiderano avere la possibilità di comunicare e, se possibile, ispirare chi ama l’arte. Fortunatamente, grazie alla sensibilità di coloro che ricordano e riscoprono tesori perduti, possiamo arricchire le nostre vite troppo scarne senza arte e tristemente solitarie senza storia.
Ringraziamo i guardiani del sapere che si prendono cura dei capolavori, che sono figli del sangue. A noi non resta che donare ancora vita e ancora sangue all’arte.
— Sabatino Scia
2007 · 1 giugno · Napoli, Castel Sant’Elmo
Premio Elsa Morante Ragazzi
«Alda & Io», scritto con Alda Merini, è tra i tre libri vincitori dell’edizione, votati da ottocento studenti delle scuole della Campania, insieme alle opere di Simone Cristicchi e Gennaro Matino. Presenti Dacia Maraini e la giuria; premia il Presidente della Provincia di Napoli Dino Di Palma. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano invia il suo saluto al Premio.
2006 · 30 ottobre · Napoli, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano
Premio Letterario Letizia Isaia, IV edizione
Premio nella sezione Narrativa-Editori per «Alda & Io». Giuria presieduta da Ermanno Corsi.
Collezioni pubbliche
Museo Nazionale dell’Holodomor-Genocidio · Kyiv
Il ciclo «Never Forget» comprende circa cinquanta opere; ventuno sono entrate ufficialmente nella collezione permanente del museo: cinque nel 2018 e sedici nel 2021. Le opere sono iscritte nel Registro del Fondo Museale dell’Ucraina, tenuto dal Ministero della Cultura. Nel 2025 il museo le ha digitalizzate nell’ambito del progetto «History Preserved in Digital Format», sostenuto dall’Unione Europea.
Registro del Fondo Museale dell’Ucraina ↗La digitalizzazione delle opere ↗
Articoli
- ZN.UA19 maggio 2021 · fotoreportage da Kyiv, in russo
- ACI Stampa23 novembre 2019
- AISE22 novembre 2019
- Giornale Diplomatico21 novembre 2019
- Radio Svoboda (RFE/RL)18 novembre 2019 · intervista, in ucraino
- ACI Stampa19 novembre 2018
- Giornale Diplomatico13 novembre 2018
- Ukrinform19 settembre 2018 · in francese
- 5 Kanal (5.ua)19 settembre 2018 · in ucraino
- Ukrinform18 settembre 2018 · in ucraino
- UATV18 settembre 2018 · in russo
- CasertaNews2 giugno 2007 · Premio Elsa Morante Ragazzi
Dal sito del museo di Kyiv
- Rapporto annuale 2021 del museo2021 · PDF, in ucraino
- Mostra «Never Forget»18 maggio 2021 · in inglese
- Mostra «Genocidio degli ucraini. Holodomor»2018 · in inglese
- Presentazione dei dipinti17 settembre 2018 · in inglese
Radio e televisione
- 2018Kyiv, Museo Nazionale dell’Holodomor-Genocidio — Video del Ministero della Cultura dell’Ucraina ↗ · Servizio televisivo di UATV ↗
- 2002Rai Uno — ospite del programma «Dentro l’attualità», condotto da Anna Mirabile, in marzo e in aprile (quattro puntate)
- 2001–2002«Avanti!» — da settembre 2001 a maggio 2002 il quotidiano pubblica ogni martedì una favola di Sabatino Scia
- 1999«Favoleggiando» recensito da Il Mattino, Il Tempo, Roma, Avanti!, Il Gazzettino di Venezia, Rocca (Assisi) e Radio Vaticana
- 1998Rai Tre — ospite di Dacia Maraini nel programma «Io scrivo, tu scrivi»